Arabo- ShagyaDATI STORICI La nascita di questa razza di origine ungherese risale al lontano 1789 grazie all’imperatore d’Austria e Re d’Ungheria Giuseppe II. L’idea era di allevare un cavallo da guerra, resistente e capace di trasportare armi ed equipaggiamento. Affidabilità e cooperatività costituivano doti irrinunciabili e rendevano l’animale adatto per le guerre imperiali in cui veniva impiegato.
La genesi di questa razza d’origine araba avvenne presso la tenuta di Bábolna (Budapest) e successivamente in altri allevamenti militari e stazioni di monta a nord del Danubio. L’allevamento fu decimato negli anni 1830 a causa di malattie veneree.
Molti stalloni vennero quindi importati dal Medio Oriente e diedero origine alle principali linee di questa razza. Sono stati ritrovati pedigree e libri genealogici ricchi d’informazioni concernenti la selezione, tuttavia lo Shagya non è un arabo puro in senso stretto in quanto derivato da giumente non arabe.
Con il passare degli anni la razza ha continuato ad espandersi su larga scala anche mediante incroci con cavalli purosangue arabi e selezionati accuratamente.
Purtroppo lo Shagya non gode di riconoscimento nella nostra penisola, ma che possiede stud-book in molti paesi europei e non (Francia, Usa, Svizzera, Germania ed Ungheria). Considerato uno dei cavalli più belli del mondo, la sua bellezza ed la sua indole sono frutto di un’accurata selezione durata migliaia di anni.

MORFOLOGIA DELLA RAZZA
ALTEZZA AL GARRESE: si aggira intorno al 1,54 m, tuttavia può raggiungere anche 1,65 m.
MANTELLO: il colore più diffuso è il grigio, ma lo si trova anche sauro (rossiccio), baio (marrone con criniera e coda neri e garretti bianchi) morello (completamente nero) o roano (il più raro fra tutte le variazioni possibili).
FISICO: la figura è quella tipica del purosangue arabo, ma con una struttura forte, adatta ad un cavallo da sella. La conformazione scheletrica peculiare dei cavalli arabi conferisce a questa razza una schiena corta e compatta. Il dorso è corto, lievemente concavo, con lombi forti ed un groppone lungo e piatto. Possiede 17 costole, 5 vertebre lombari e 16 caudali che delineano la caratteristica linea del dorso. La radice della coda è posta in alto. Quando il cavallo è in movimento, la coda risulta alta ed inarcata. Caratteristica di questa razza è il mitbah, l’angolo formato dal collo con la testa. Ne risulta un’ampia curva che consente alla testa di girarsi con agilità. Le spalle sono oblique, ben distanti una dall’altra, allungano la falcata e permettono libertà di movimento. Gli arti sono dotati di una buona conformazione, corti e sottili, con zoccoli piccoli e duri. I piedi sono perfetti come forma e dimensioni. Presenta inoltre una testa di media grandezza, con orecchie piccole e grandi occhi espressivi. Nel complesso le sue fattezze riproducono fedelmente quelle dell’arabo, dal quale si discosta solo per le maggiore altezza.

CARATTERE ED UTILIZZO
Questi cavalli furono selezionati per il loro splendido carattere, tanto da rappresentare il compagno ideale per tutta la famiglia. Vivace e cooperativo, lo Shagya dimostra una spontanea collaborazione ed un temperamento molto equilibrato.
L’arabo Shagya è caratteristico per la sua polivalenza. Veloce, leale e coraggioso, in passato si è rivelato il cavallo ideale per l’esercito. Un terzo degli esemplari è valorizzato nello sport poichè sa dimostrare brillanti qualità in numerose discipline sportive. L’endurance è tra tutte la disciplina nella quale lo Shagya eccelle, ma presenta anche evidenti attitudini nel concorso completo, dressage, salto degli ostacoli ed attacchi. Si tratta dunque di un animale estremamente versatile. Grazie al portamento elegante ed alla forza muscolare di grande impatto, l’arabo Shagya viene utilizzato anche in occasione di parate militari e mostre.

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