Akhal-TekeE’ considerata una delle più belle razze equine al mondo, nonchè la più antica. Diretto discendente del cavallo turcomanno (oggi estinto) questo animale ha origini asiatiche e prende il suo nome dalle tribù Tekè, che iniziarono ad allevarlo nelle oasi della valle dell’Akhal, nel Turkmenistan, di cui, tra l’altro, oggi è un simbolo nazionale, campeggiando al centro della bandiera di questo Stato. La storia di questo cavallo è legata alle steppe, ad un ambiente arido e desertico, con poca possibilità di cibo fresco e con escursioni termiche notevoli tra il giorno e la notte; tutti questi disagi ambientali hanno forgiato questo animale rendendolo estremamente resistente e frugale, coraggioso ed infaticabile al fianco degli abitanti nomadi di queste regioni, con il rischio, tuttavia, di estinguersi più volte, fino a che, negli anni ’50 l’Unione Sovietica non decise di tutelare questo bellissimo animale ottenendo un numero piccolo ma ben protetto di esemplari purissimi. Caratteristica distintiva di questo cavallo è il manto, costituito da peli sottili, morbidi e corti, che creano meravigliosi riflessi metallici in sfumature color oro, argento o bronzo; per questa peculiarità, questo animale è conosciuto anche con il nome di “cavallo dorato”, ma anche di “cavallo celeste” perchè si suppone che i cavalli degli antichi Imperatori di quelle regioni fossero Akhal-Tekè, forse anche lo stesso Bucefalo, il cavallo di Alessandro Magno. I colori possibili del manto sono molti: il baio (più comune), il sabbia, il morello, il grigio, ma anche il golden-black ed il pink-isabella (un colore rosa salmone che spesso si associa ad occhi azzurri). Proprio per il manto e la leggerezza ed eleganza dei movimenti, Maria Cerkezova, una russa che dedicò una vita alla salvaguardia di questa razza, lo definì “un cavallo a cui si darebbe volentieri del Lei”. L’altezza al garrese va dai 154 ai 163 cm, con una lunghezza del corpo di 153-167 cm; la circonferenza toracica è compresa tra 168 e 190 cm, mentre quella dello stinco tra 18,5 e 20,5 cm. Aldilà degli indici biometrici, è difficile stabilire dei caratteri standard, dal momento che all’interno della razza stessa esistono diciassette linee di sangue che creano combinazioni diverse, dando quindi origine a cavalli diversi, sia morfologicamente che caratterialmente. In generale, è un cavallo dolicomorfo, ossia lungo e slanciato, con angoli articolari molto aperti, muscolatura lunga e piatta, adatto quindi alle andature veloci. La testa è leggera, con profilo dritto e fronte convessa, poggiata sul collo con angolo acuto, gli occhi sono grandi un po’ incurvati a richiamare un taglio orientale, molto vivaci, con archi sopracciliari sporgenti. Il collo è lungo, rotondo, dritto o con un andamento a S, molto flessibile. Il garrese è ampio ed in linea armonica con la linea dorsale, le spalle sono inclinate e muscolose, il torace è profondo e più ampio delle spalle e si continua in un ventre retratto che rende la silhouette sottile ed aggraziata, tipica di un cavallo veloce. Ha cosce muscolose e zampe lunghe, con articolazioni forti e sviluppate e tendini evidenti, zoccoli di medie dimensioni e con unghia molto dura, tanto da non necessitare, spesso, di ferratura. La coda è corta, con attaccatura bassa, e la criniera è formata da peli corti e sottili, senza ciuffo. La struttura di questo cavallo rende ragione della sua agilità, con buon impulso che non risulta mai scomodo per il cavaliere, specie nel salto, che esegue sicuro e flessibile con traiettoria piatta. E’ un cavallo intelligente e attento, facilmente addestrabile, veloce e sobrio, che si affeziona moltissimo al suo padrone e ne resta devoto, spesso a lui soltanto, diventando un cavallo esclusivo per un unico e solo cavaliere. Nella storia sportiva ricordiamo Absent, stallone nero vincitore della medaglia d’oro nelle Olimpiadi di Roma nel 1960 e di molte altre medaglie nelle due edizioni successive, in Giappone ed in Messico.

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